Significato del termine medico: tumori.


ordine alfabetico termini medicina


Tatto

Tetano

Tiroide

Tonsilliti

Torace

Tosse

Tossicologia

Tracoma

Tumori

Tumori

Termine in verità molto vago che indica una vastissima serie di patologie che desideriamo approfondire. Le cause dei tumori sinora identificate sarebbero chimiche, virali, ormonali, parassitarie, fisiche (raggi X e anche rag. gi ultravioletti) e irritativo-meccaniche. Si può aggiungere una settima causa, la senilità; questa, infatti, comporta una serie di alterazioni cellulari e un disordine strutturale che confina con il cancro. Perciò i tumori sono almeno 40 volte più frequenti nei vecchi che nei giovani (su 100 mila donne sotto i 20 anni, solo 5 hanno tumori, su 100 mila donne sopra gli 80 anni, più di 1.300 hanno tumori), per cui furono coniati questi due aforismi: la gerontologia apre le porte alla cancerologia e prolungare la giovinezza significa ridurre i tumori.

Ereditarietà del cancro

Esiste anche una causa ereditaria del cancro? Non c'è dubbio che la poliposi intestinale, che spesso si tramuta in cancro dell’intestino, sia ereditaria. Venne condotta un’indagine su 25 famiglie affette da poliposi intestinale. In totale si trattava di 494 persone; ebbene, su 100 di esse insorse il cancro dell’intestino. Un altro tumore ereditario è il retinoblastoma, che insorge nella retina dell’occhio; è un tumore che può colpire entrambi gli occhi e che per buona fortuna talora può parzialmente regredire, sì da evitare l’intervento chirurgico demolitore. Esiste anche una certa predisposizione ai cancri della mammella delle donne che hanno avuto familiari affetti da questo tumore, ma si tratta di una predisposizione che ha una modesta importanza pratica e non è certo paragonabile a quanto si verifica per la poliposi intestinale. Per cui si deve ritenere a tutt’oggi che realmente ereditari sono il cancro intestinale che deriva da polipi, e il retinoblastoma.

Come agiscono le varie cause del cancro

Abbiamo elencato le varie cause dei tumori, ma come esse agiscono sulle cellule? Ciascuna agisce con un meccanismo particolare, ma il risultato è identico, perché, si ritiene dai più, queste varie cause finiscono in un modo o nell’altro con lo scardinare la cosiddetta molecola della vita: il DNA contenuto nei cromosomi. Se questa molecola è alterata, anche la vita della cellula si altera; la cellula diventa irregolare, deforme, non è più in grado di mantenere un certo ordine di crescita e certi rapporti con le altre cellule dell’organismo, ed ha un metabolismo prevalentemente fermentativo a differenza della cellula normale il cui metabolismo è prevalentemente ossidativo. Che vi sia effettivamente una alterazione delle molecole del DNA nei tumori lo dimostra il fatto che i cromosomi che le contengono appaiono alterati. A seconda del tipo di lesione cromosomica si avrebbero i vari tipi di tumore. Ad esempio, la leucemia mieloide cronica è caratterizzata dall’alterazione del cromosoma 21 (perdita del braccio breve di questo cromosoma che viene chiamato anche cromosoma Philadelphia, dalla città in cui fu per la prima volta osservato) mentre la leucemia acuta presenta a volte 3 cromosomi 21 (anziché 2) e la leucemia linfoide cronica un cromosoma 21 a forma di croce. Così il linfosarcoma è spesso caratterizzato da un cromosoma 17 cui manca un braccio corto (viene chiamato cromosoma Melbourne); il mieloma e il tumore di Waldenstrom (una specie di linforeticolosarcoma che forma sostanze proteiche, globuline, ad alto peso molecolare, donde anche il nome di macroglobulinemia di Waldenstrom) dà una alterazione del cromosoma 1 o 3.
Vi sono poi tumori che presentano alterazioni cromosomiche più complesse (cellule a volte con 1000 cromosomi), e ve ne sono infine altri che non presentano alcuna variazione cromosomica evidente. In tal caso l’alterazione del DNA esiste, ma assai minuta, di ordine molecolare, non evidenziabile con il microscopio.

Tipi di tumori

Tumori maligni. Vi sono oltre 100 tipi di tumori. Si distinguono anzitutto carcinomi o sarcomi: i primi derivano dagli epiteli, i secondi dal connettivo. I carcinomi si dividono a loro volta in carcinoma spinocellulare, adenocarcinoma e carcinoma indifferenziato, in base alla forma e funzione delle loro cellule. Fra i sarcomi si distinguono quelli che derivano dalle linfoghiandole, chiamati anche linfomi (distinti a loro volta in linfosarcomi, linfogranulomi, reticolosarcomi, un-forni gigantocellulari di Brill Symrners), quelli che derivano dalle ossa (osteosarcomi), dal tessuto adiposo (liposarcomi), dai muscoli (miosarcomi) dalle articolazioni (sinovialsarcomi).
Vi sono poi tumori di particolare struttura, come quelli che derivano dal testicolo, distinti in seminomi (i meno maligni), in embrionalcarcinomi, in corionepiteliomi (i più maligni), in teratomi; quelli che derivano dalle ovaie (tumore di Brenner, folliculomi, etc), dalle ghiandole salivari (chiamati tumori misti perché hanno una fisionomia intermedia tra i carcinomi e i sarcomi). Vanno menzionati anche i melanomi, o tumori neri, formati da cellule pigmentarie che fabbricano un pigmento bruno, la melanina, e che possono derivare o da un neo o direttamente dalla pelle; vi sono anche melanomi amelanici, formati cioè dallo stesso tipo di cellule ma prive di pigmento melanico. Vi sono tumori peculiari che modificano non soltanto il tessuto o l’organo su cui sono insorti, ma tutto l’organismo: ad esempio, i feocromocitomi, che nascono dai surreni e secernono grandi quantità di adrenalina, con conseguente vasocostrizione e ipertensione arteriosa; oppure certi tumori del pancreas (si tratta di tumori che prendono origine dalle «insulae» pancreatiche, nelle quali normalmente viene fabbricata l’insulina) che determinano una abnorme secrezione acida dello stomaco e quindi ulcere gastro-duodenali (si parla in questi casi di sindrome di Zollinger-Ellison, che può guarire soltanto con l’asportazione chirurgica del pancreas).
Tumori benigni. Tumori benigni sono le verruche della pelle, i polipi dei vari organi, i nei, gli angiomi, i papillomi, i fibromi, i miomi, i fibroadenomi.
Alcuni di essi, come gli angiomi e i nei, sono già presenti alla nascita, quindi sono malformazioni più che tumori. Per gli altri si invocano cause ormonali, chimiche, fisiche, virali, etc, come per i tumori maligni. La differenza tra tumori benigni e maligni è assai netta sia dal punto di vista clinico che microscopico: dal punto di vista clinico, perché i tumori benigni rimangono sempre localizzati nel punto in cui sono insorti; dal punto di vista microscopico, perché le cellule del tumore benigno non appaiono mai deformate e ipercolorate come quelle del tumore maligno, ma soltanto irregolarmente disposte l’una rispetto all’altra.
Stati precancerosi. Stati precancerosi vengono definite le lesioni dei vari organi che possono con una certa frequenza trasformarsi in cancro. Così, ad esempio, alcune bruciature della pelle, già cicatrizzate e apparentemente guarite, possono trasformarsi lentamente in cancro nel corso di 20-30 anni; alcune chiazze biancastre (leucoplasie) della bocca possono trasformarsi in cancro nel corso di 3-4 anni; alcune lesioni della pelle dovute ai raggi X, e perciò frequenti nei radiologi, possono diventare cancri nel corso di 10-15 anni; lo stesso può verificarsi per alcune alterazioni del sangue dovute al benzolo (in chi maneggia questa sostanza) che possono trasformarsi in leucemie. Vanno ricordate anche la cheratosi della pelle e la craurosi della vulva, lesioni biancastre, asciutte, che talora si ulcerano e si trasformano in cancro, nonché i polipi dello stomaco e dell’intestino.

Metastasi tumorale

Un tumore maligno, insorto, ad esempio, nel polmone, può erodere un vaso sanguigno o linfatico di questo organo e immettere nel lume del vaso un gruppo di cellule tumorali che migreranno a distanza con la corrente sanguigna, linfatica, fino a che non verranno arrestate in organi più o meno lontani dalla sede primitiva del tumore: nel cervello o nel rene, nell’ovaia, nelle ossa, etc. E' questa la diffusione per metastasi, processo per il quale un gruppo di cellule del tumore migra dalla sede primitiva a un altro organo dove va a costituire una colonia di cellule tumorali, che potranno talvolta crescere così numerose da superare in volume il tumore di origine. Vi sono tumori che danno metastasi attraverso i vasi sanguigni, e sono in genere i sarcomi, e, altri, i carcinomi, che danno metastasi attraverso i vasi linfatici.
Alcuni organi vengono colpiti prima di altri dalle metastasi, ad esempio, il polmone, il fegato, il cervello. Quest’ultimo organo presenta non raramente metastasi di cancro polmonare, così come il fegato frequentemente presenta metastasi di cancro gastrico o intestinale.

Diagnosi dei tumori

La diagnosi di tumore può essere in molti casi formulata in base al semplice esame obiettivo del soggetto. Con la sola ispezione, ad esempio, può essere facile diagnosticare un tumore della pelle (ulcerazione e margini rilevati nel cancro comune, o ulcerazione a fondo nero nel melanoma), oppure un tumore della bocca, o dell’utero (applicando uno speculum in vagina) o del laringe (mediante il laringoscopio) o del retto (col rettoscopio). Con la palpazione si può riconoscere un cancro della mammella, perché in genere ha la forma di un nodulo, tondo o quadrangolare, duro, oppure un sarcoma degli arti o del tronco. Per gli organi interni, come esofago, stomaco, intestino, e per le ossa, si ricorre all’esame radiologico; per il fegato e la tiroide ad esami diagnostici basati sull’impiego di isotopi radioattivi.
Tutte le diagnosi poste in base all’esame obbiettivo o agli esami radiologici o con isotopi, possono essere considerate fortemente indicative, ma non di valore assoluto. L’esame che dà la maggior garanzia è quello microscopico, che si pratica su un frammento prelevato con il bisturi o con una pinza dalla lesione sospetta. Si parla allora di diagnosi microscopica o istologica.

Terapia dei tumori

Le terapie per la cura dei tumori possono essere di tre tipi. Terapia chirurgica, terapia radiologica e terapia medica. Ormai la ricerca è giunta ad un punto tale che le tre tecniche di terapia tumorale possono diramarsi in una infinita serie di cure che, a loro volta, comprendono l'applicazione di innumerevoli farmaci adatti ai quasi cento tipi di tumore. Necessiterebbe, quindi, una trattazione specifica, e voluminosa, per riuscire a chiarire questo aspetto della medicina dedicata agli specialisti.


Medicina-Farmaci.com © 2007 - Enciclopedia medica con ternimi in ordine alfabetico e relativi farmaci e cure - Design by Internet Italiano - Sitemap