Significato del termine medico: tetano.


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Tetano

Il tetano è, insieme alla difterite, una malattia tipicamente tossinfettiva, una malattia, cioè, i cui sintomi sono dovuti esclusivamente all’azione della tossina che i bacilli producono in loco: nel caso del tetano, nella ferita contaminata da "Clostridium tetani".

Eziologia e patogenesi

Agente specifico del tetano è un bacillo anaerobio, gram-positivo, ciliato, sporigeno (dimensioni 3-4 , spore tipicamente terminali). "Clostridium tetani" è un germe ubiquitario, si trova abitualmente nell’intestino di equini, bovini ed ovini che ne propagano le spore, onde più facilmente si rinviene nella polvere delle strade e nei terreni concimati: le spore, resistentissime, trasportate dall’aria, dalle acque, dagli insetti, pervengono poi in qualunque ambiente, e si può dire che per nessuna ferita si può escludere a priori l’eventualità della contaminazione. Particolarmente pericolose, poi, sono le ferite lacero-contuse, con necrosi dei tessuti, coaguli, etc, dove il clostridio, protetto dalla fagocitosi e dall’azione tossica dell’ossigeno, trova le condizioni ottimali per moltiplicarsi ed elaborare la tossina.
La tossina tetanica (tetanospasmina) è una sostanza di natura proteica estremamente attiva: filtrati di brodocolture di "Cl. Tetani" uccidono la cavia a dosi di 1/100.000 di ml; le tossine purificate possiedono un’attività 100 volte superiore a quella delle colture brute di origine.
Dopo un periodo di incubazione di 7-12 giorni la malattia si manifesta con trisma (contrazione spastica dei muscoli masseteri che determina l’energico serrarsi delle arcate dentarie), rigidità nucale, spasmo dei muscoli del volto e contratture persistenti di tutti i muscoli del tronco e degli arti, che possono esacerbarsi negli accessi tetanici. La sudorazione abbondante, la respirazione frequente e sibilante, il polso frequente, la temperatura spesso elevata, completano il quadro, gravissimo, del tetano acuto; più blando e sfumato è il quadro clinico nelle forme tardive, cosiddette croniche, che tendono alla guarigione in varie settimane.

Prevenzione

Per la prevenzione del tetano sin deve distinguere una profilassi di urgenza in presenza di ferite e di non urgenza a scopo di lontana precauzione. Per la prima si ricorre all'iniezione parenterale di sieri immuni, per la seconda mediante somministrazione sotto cutanea di anatossina di Ramon.


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