La psichiatria infantile si occupa più specificamente dei disturbi di comportamento che si manifestano fra la nascita e la fine della pubertà.
I disturbi psichici dell’infanzia trovano la loro caratteristica determinante nel fatto di situarsi nel corso dell’evoluzione di un individuo ancora immaturo: essi si presentano secondo modalità che variano da un’età all’altra, e hanno quasi sempre aspetti nettamente diversi dai disturbi del soggetto adulto. I disturbi dell’infanzia hanno dunque una loro peculiare dimensione temporale, per cui vanno confrontati sempre non ad una normalità generale astratta, ma alle caratteristiche peculiari del comportamento dei soggetti normali delle varie età. In moltissimi casi i disturbi mentali dell’infanzia possono venire descritti precisamente come disturbi e interferenze nel processo stesso di crescita e di maturazione della psiche individuale. Fra l’altro, deriva da quanto si è detto la considerazione apparentemente ovvia, ma in realtà cruciale, secondo cui un comportamento che può essere normale (o nei limiti statistici della norma) per un’età, non lo è per un’età successiva: gran parte della psichiatria infantile si configura, appunto, sotto forma di comportamenti immaturi (o ritardati, come nelle oligofrenie) o sotto forma di comportamenti regressivi, cioè ripercorrenti tappe e schemi di reazione già superati in epoche precedenti della vita dello stesso soggetto in esame.