Significato del termine medico: parto.


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Parto

Il parto è l’espulsione spontanea o l’estrazione (manuale o strumentale) del feto e degli annessi fetali dagli organi genitali materni. In genere, tuttavia, con questo termine si indica solo l’espulsione o l’estrazione del feto, mentre per l’espulsione o l’estrazione della placenta e delle membrane ovulari si usa il termine di secondamento. Tutti i fenomeni generali e soprattutto locali che precedono il parto propriamente detto costituiscono nel loro insieme il travaglio di parto.
Il parto può essere semplice quando si verifica la espulsione di un solo feto, multiplo quando i feti sono due o più. In relazione alla durata della gravidanza il parto può essere: a termine, quando si espleta alla fine del normale periodo di gestazione, cioè nella donna fra i 275 e i 285 giorno dalla data dell’ultima mestruazione; precoce, quando si verifica fra i 265 e i 275 giorni; prematuro, se avviene prima dei 265 giorni; serotino o tardivo, quando si verifica dopo i 295 giorni.
Varie sono le modalità di espletamento del parto. Si parla infatti di:
parto naturale, che si volge senza intervento attivo del medico e senza grave sofferenza; tale tipo di parto presuppone in genere un’adeguata educazione e preparazione psico-fisica della gravida;
parto innaturale se, pur essendo spontaneo, è più lungo, più doloroso del precedente e necessita di assistenza medica attiva;
parto patologico o distocico, quando alterazioni dinamiche o meccaniche o anomalie materno-fetali impongono un parto operativo.



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