Significato del termine medico: morbillo.


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Morbillo

Il morbillo è una malattia infettiva acuta, molto contagiosa, caratterizzata da infiammazione delle congiuntive e delle prime vie respiratorie e da un esantema maculopapuloso. L’agente etiologico è un virus noto che penetra nell’organismo attraverso la mucosa delle prime vie aeree.
E' una malattia tipica dell’infanzia, con maggiore frequenza in epoca prescolare e scolare; insorge in forma epidemica ogni 2-4 anni, con maggior frequenza d’inverno ed in primavera, ma vi sono anche casi sporadici; si trasmette direttamente da ammalato a sano a mezzo delle secrezioni espulse con la saliva, gli starnuti, la tosse. Il periodo di incubazione oscilla da 10 e 12 giorni.
La malattia inizia con inappetenza febbre ed infiammazione delle prime vie respiratorie (periodo catarrale od enantematico), raffreddore, starnuti, tosse secca e secrezione sieromucosa delle narici. Nella seconda giornata la temperatura si eleva a 38-39° C; le palpebre si tumefanno lievemente le congiuntive si arrossano e l’ammalato preferisce stare al buio (fotofobia). La mucosa della bocca è arrossata: sulla parte posteriore del palato duro e sul velo pendolo sono visibili delle chiazze di colore rosso scuro, della grandezza sino ad una lenticchia (il cosiddetto enantema). In seconda o in terza giornata di malattia compaiono, in una elevata percentuale di casi, sulla mucosa della guancia, in corrispondenza dei denti molari inferiori, 3-4 macchioline della grandezza di una capocchia di spillo con al centro un punticino biancastro (macchie di Koplik).
Il periodo esantematico inizia al terzo o quarto giorno di malattia: dietro le orecchie, alla parte laterosuperiore del collo, alla parte posteriore delle guance, compaiono i primi elementi eruttivi i quali si diffondono, nella stessa giornata, al volto, al collo, al torace, il giorno successivo al dorso, all’addome ed infine agli arti; l’eruzione è completa dopo 2-3 giorni.
L’esantema è costituito da macule, dapprima piane, indi rilevate, di colorito roseo poi rosso scuro, della grandezza da una testa di spillo ad una lenticchia. Il volto tumido e chiazzato, gli occhi arrossati e lacrimosi, conferiscono all’ammalato un caratteristico aspetto ("facies morbillosa").



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