Significato del termine medico: masturbazione.


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Il termine masturbazione viene oggi usato sempre più frequentemente in senso lato, come sinonimo di autoerotismo. Per autoerotismo s’intende qualsiasi forma di gratificazione sessuale ottenuta dal soggetto su se stesso, cioè senza partecipazione di altri.
In senso stretto, il termine masturbazione ha un significato più specifico e si riferisce all’eccitamento genitale ottenuto deliberatamente sia per mezzo di toccamenti e automanipolazioni dirette, sia per mezzo di oggetti portati a contatto degli organi del sesso.
La masturbazione è stata spesso confusa, in modo improprio, con l’onanismo. Il termine onanismo si riferisce a una particolare interpretazione (probabilmente errata sul piano esegetico) della vicenda biblica di Onan, che praticò il “coitus interruptus”.
Sappiamo oggi che le pratiche autoerotiche sono universalmente diffuse e costituiscono una forma di attività sessuale molto più comune di quanto si ritenesse un tempo. L’autoerotismo inizia in genere come attività spontanea nella prima infanzia: il bambino molto piccolo, non appena comincia confusamente a imparare a dirigere le proprie mani verso un fine, s’imbatte nel piacere che gli deriva dal toccarsi i genitali e la zona perineale.
Col maturarsi dell’educazione e in particolare dopo i 3 anni, le attività autoerotiche risentono più direttamente di quei fattori psicologici, educativi e più genericamente sociali che ne condizioneranno in seguito l’esistenza. Di norma, e particolarmente nella nostra cultura, vi è da parte dei genitori e degli adulti in generale una diffusa tendenza a reprimere, spesso in modo brusco e severo, le attività autoerotiche dei bambini piccoli. E' noto da tempo che questo tipo di repressione educativa dell’autoerotismo spontaneo può produrre conseguenze psicologiche negative. Un bambino o una bambina psicologicamente equilibrati, sani, attivi e viventi in ambienti privi di specifiche influenze nocive, dimostreranno in genere una tendenza piuttosto limitata alla masturbazione. I soggetti prepuberi dei due sessi presentano del resto considerevoli variazioni individuali a questo riguardo, e le loro attività autoerotiche variano con il passare degli anni, scomparendo a volte per lunghi periodi e modificandosi qualitativamente con l’evolversi della psicosessualità infantile.



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