Si definisce col termine di lussazione una perdita temporanea o permanente dei normali rapporti dei capi ossei costituenti un'articolazione; se tale perdita di contatto è solo parziale si usa il termine di sublussazione.
Sotto il profilo eziologico le lussazioni si classificano in congenite quando sono già presenti alla nascita e rappresentano la fase terminale di un processo malformativo articolare; traumatiche, se provocate da un trauma unico e violento; patologiche quando si verificano per l’azione di un momento traumatico di entità molto lieve su articolazioni colpite da profonde alterazioni di carattere infiammatorio neoplastico, degenerativo; spontanee quando insorgono, su articolazioni già gravemente alterate, in seguito a fisiologici movimenti articolari. Si classificano ancora come recidivanti le lussazioni che si riproducono più volte in seguito a traumi, nella medesima articolazione, a congrua distanza di tempo luna dall’altra; abituali, quando si realizzano con regolarità in seguito ad uno stesso movimento articolare, permanenti quando la dislocazione articolare è stabile, volontarie, quando, con movimenti particolari, il soggetto è in grado di provocare o di ridurre volontariamente la dislocazione.
Le lussazioni vanno inoltre distinte in recenti o inveterate, termine quest’ultimo che si attribuisce alle dislocazioni divenute non riducibili senza il ricorso ad atto operatorio.