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LeucemieIl termine fu coniato dagli autori che poco più di un secolo fa identificarono questa malattia con riferimento al particolare aspetto del sangue, macroscopicamente biancastro (leukoz = bianco, aima = sangue) per il notevole aumento dei globuli bianchi da essi ritenuto elemento centrale e qualificativo del quadro morboso. Gli studi ulteriori hanno dimostrato che l'alterazione del sangue, se pure presente nella maggior parte dei casi, può talora essere in grado assai modesto o addirittura mancare; e che la malattia è dovuta ad una primitiva, irreversibile proliferazione delle cellule di uno dei sistemi leucopoietici, ossia di una delle sezioni dei tessuti emopoietici da cui hanno origine i globuli bianchi. Tale proliferazione, abnormemente attiva (iperplasia), di carattere più o meno spiccatamente patologico (displasia) e con grado maggiore o minore di incapacità maturativa e funzionale (anaplasia), sovverte la struttura degli organi emopoietici in cui ha sede. Anche al di fuori degli organi emopoietici si verifica una infiltrazione di cellule immature che si diffondono tra le strutture dei diversi organi e tessuti. |