Significato del termine medico: istologia.


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Negli organismi unicellulari, siano essi appartenenti al regno animale o vegetale, in un'unica cellula devono essere presenti tutte quelle qualità e funzioni che permettono lo svolgersi di ogni attività connessa con i processi vitali. Negli organismi pluricellulari per contro, esistono categorie diverse di cellule che si organizzano a costituire dei sistemi ben determinati, sia dal punto di vista morfologico che funzionale, ciascuno dei quali ha compiti e funzioni differenti. Questi sistemi cellulari prendono il nome di "tessuti", e sono formati da cellule uguali o affini tra di loro, le quali collaborano insieme nello svolgimento di funzioni specifiche.
In genere le cellule ed i tessuti, per poter essere osservati al microscopio devono essere sottoposti ad una serie di operazioni successive. La prima di queste è la "fissazione", che consiste essenzialmente in una conservazione della morfologia e della organizzazione dei diversi composti chimici della cellula, in modo che questi attributi non vengano alterati dalla morte cellulare. I fissativi sono di solito costituiti da soluzioni liquide che hanno lo scopo di precipitare le proteine citoplasmatiche in sistemi ultramicroscopici, in modo da non alterarne la disposizione reciproca; occasionalmente tuttavia possono essere impiegati come agenti fissanti anche il calore, o la rapida congelazione, cui può farsi seguire l’essiccamento, mediante sublimazione dell’acqua a bassa temperatura, sotto vuoto. Alla fissazione si fa seguire 1’inclusione, che consiste schematicamente in una sostituzione dell’acqua, che in vivo costituisce la parte preponderante dei tessuti, con altre sostanze, come la gelatina, la celloidina o più comunemente la paraffina. Il materiale così incluso può quindi venire sezionato in sottilissime fette (dello spessore di pochi ), mediante particolari apparecchi detti "microtomi", muniti di una lama di acciaio estremamente affilata, e di sistemi di viti micrometriche di elevata precisione, che consentono spostamenti minimi e perfettamente calcolabili del pezzo da sezionare. Le fette così ottenute sono distese su sottili lamine di vetro (vetrino porta oggetti), sbarazzate del materiale di inclusione, ed opportunamente "colorate" a seconda delle diverse necessità. Esistono infatti dei sistemi di colorazione in grado di mettere in evidenza determinati organuli cellulari, o composti chimici. Dopo la colorazione, le fette sono ricoperte con una sottilissima lamina di vetro (vetrino copri oggetto), mentre lo spazio tra i due vetri è occupato da una sostanza avente il medesimo indice di rifrazione del vetro stesso (balsamo del Canada). È giusto ricordare tuttavia che è possibile osservare ed anche cinematografare cellule e tessuti viventi (ad esempio, coltivati in vitro), utilizzando il microscopio a contrasto di fase.
Il microscopio ottico permette di vedere direttamente la struttura e l’organizzazione delle cellule e dei tessuti fino ad un livello che è determinato dal potere risolutore dello strumento, il quale è condizionato dal valore della lunghezza d’onda della luce. Il microscopio elettronico per contro è l’unico strumento che permette l’osservazione e lo studio diretto dell’ultrastruttura cellulare, poiché la sua risoluzione strumentale raggiunge valori anche inferiori a 10 Å (permette cioè di vedere strutture da 100 a 200 volte linearmente più piccole rispetto al microscopio ottico).



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