Significato del termine medico: ipnotici.


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Ipnotici

Classe di farmaci capaci di indurre uno stato di sonno simile a quello fisiologico. L’azione ipnotica di un farmaco dipende dalla sua capacità di esercitare una depressione “di una certa entità” su "particolari regioni" del sistema nervoso centrale. Per quanto riguarda l’intensità, perché si abbia l’effetto ipnotico la depressione centrale esercitata dal farmaco deve essere più marcata di quella che caratterizza l’effetto sedativo e meno pronunciata di quella che si manifesta con l’effetto anestetico generale. In teoria l’azione sedativa, quella ipnotica e quella anestetica generale, si possono ottenere con uno stesso farmaco variandone la dose; in pratica questo non può essere sempre realizzato.
La seconda caratteristica dell’azione deprimente centrale degli ipnotici è quella della "localizzazione". Questa non interessa solo la corteccia cerebrale (sede della depressione indotta dai tipici anestetici generali, come l’etere o il cloroformio) ma riguarda anche la formazione reticolare, ossia quel sistema localizzato nell’asse cerebrale che interviene nella regolazione dello stato di veglia e di sonno. Questa duplicità di sede differenzia gli ipnotici dai tranquillanti, che agiscono sulla sfera dell’attività psichica e che esercitano la loro azione deprimente sulla formazione reticolare.

Ipnosi terapeutica

Dal punto di vista terapeutico l’indicazione principale degli ipnotici è l’insonnia nervosa, ossia quella legata ad uno stato di particolare eccitabilità del sistema nervoso centrale. Essi risultano meno o per nulla efficaci nell’insonnia legata ad altre manifestazioni morbose (dolori, tosse, difficoltà di respiro di natura cardiaca). Gli ipnotici trovano anche impiego come coadiuvanti dell’anestesia generale (anestetici basali) e in tutte quelle forme morbose in cui, accanto ad una terapia specifica si richieda una sedazione generale. Come negli squilibri neurovegetativi.


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