Significato del termine medico: fobia.


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Fobia

Il termine fobia sta ad indicare un timore, una paura, un terrore di fronte ad un dato oggetto o ad una data situazione. Ad esempio, si può provare un senso di terrore ogni volta che si vede un ragno, un topo, etc. Le fobie, contrariamente all’incubo, sono legate alto stato di veglia. Esse si presentano costantemente, quindi normalmente, nel corso della prima infanzia, spesso anche nell’età successiva. Invece divengono sospette quando, in seguito, mantengono la loro intensità; sono sempre patologiche quando appaiono più tardi.
Fenomeni pre-fobici si possono scatenare in assenza della madre, nell’oscurità, negli spazi nascosti (angoli oscuri, zone retrostanti, etc). Tipiche della prima infanzia sono le fobie degli animali domestici, specialmente di quelli grossi, e le fobie degli animali "più o meno ottopodi": ragni, polipi, etc; più tardi compaiono le fobie degli animali piccoli, insetti, topi, etc.
Nell‘adulto la nevrosi fobica raramente è la continuazione di una fobia d’animali: più spesso si assiste a manifestazioni claustrofobiche e agorafobiche che hanno tendenza a persistere. Fra queste: l’angoscia delle strade, oppure la paura del restare solo in casa, con senso di soffocamento e vere crisi di angoscia.



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