Per fecondazione si intende l’unione di due gameti di sesso diverso che, nella specie umana, sono rappresentati dall’ovulo od oocita per il sesso femminile e dallo spermatozoo o nemasperma per il sesso maschile.
Dopo la deiscenza del follicolo ooforo che, come è noto, nella donna normale avviene spontaneamente ogni 28 giorni, l’ovulo maturo, raccolto dalla regione infundibolare della tuba omolaterale o controlaterale, imbocca l’ovidutto nel cui tratto ampollare viene in genere fecondato già poche ore dopo il coito. Risulta infatti che gli elementi sessuali femminili, se non fecondati, hanno una vita breve che in condizioni fisiologiche si aggira sulle 12 ore, con un minimo di qualche ora ad un massimo di 24 ore. La vitalità dello spermatozoo, intesa come capacità fecondativa, è di 2-4 giorni. Non si deve dimenticare, però, che il muco cervicale, impenetrabile allo spermatozoo prima dell’ovulazione, può divenire un ottimo pabulum (pH alcalino) per lo stesso e prolungarne la vitalità fino a 7 giorni.
Inglobati nel muco cervicale, che viene aspirato grazie al rilasciamento dei muscoli del collo dell’utero, gli spermatozoi giungono in cavità uterina. L’ulteriore ascesa nella via genitale interna è favorita dalle contrazioni dell’utero e delle salpingi. Gli spermatozoi sarebbero poi dotati di una motilità propria direttamente dipendente dalle loro caratteristiche strutturali.
L’incontro fra il gamete maschile e quello femminile avviene in genere nel terzo laterale della tromba di Falloppio. Al momento dell’incontro l’ovulo viene liberato dalle cellule della corona radiata che ancora lo circondano, in virtù di una peculiare attività fermentativa legata alla presenza nello sperma di un enzima che degrada le mucine cementanti le cellule del cumulo ooforo. Arrivati così a contatto con l'ovulo, gli spermatozoi gli si dispongono attorno in gran numero per un processo, pare, di attrazione specifica.