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DifteriteMalattia infettiva e contagiosa causata da un microrganismo specifico, il "Corynebacterium diphtheriae". Il "C diphtheriae" è un microrganismo bastoncellare Gram-positivo, immobile; presenta nel suo interno dei granuli metacromatici evidenziabili con speciali. E' coltivabile in terreni arricchiti con siero, in cui diffonde una tossina potentissima, responsabile della sintomatologia della difterite. La tossina difterica è una tipica "esotossina" e l'inoculazione nell’uomo, per via intradermica, in piccole dosi determina una reazione locale (arrossamento, infiltrazione, etc), nota col nome di "reazione di Schick": essa compare solo se l’individuo in esame è sprovvisto di anticorpi contro il bacillo difterico, ed è, quindi, suscettibile di contrarre la malattia. La difterite è, come il tetano, una malattia in cui l’azione dannosa viene esercitata dalla tossina prodotta dal germe "in loco". I corinebatteri non si diffondono mai nell’organismo, ma si localizzano in corrispondenza delle mucose dove provocano, spesso in associazione con altri germi, un processo infiammatorio, caratterizzato da iperemia, edema ed essudazione; l’essudato prodotto coagula dando luogo alle tipiche pseudomembrane, che rivestono interamente la zona interessata dal processo. SintomatologiaLa sintomatologia generale che, pur con caratteristiche di maggiore o minor gravità, domina il quadro della difterite, è la stessa, qualunque sia la localizzazione mucosa del bacillo difterico. In base a tali localizzazioni vengono distinte: Diagnosi, terapia e prognosiLa diagnosi di difterite deve essere confermata dall’esame batteriologico che si fa con metodi microscopici e colturali. La terapia, oltre il riposo assoluto e prolungato durante la convalescenza, al trattamento dietetico e locale, si basa sull'uso del "siero antidifterico". La profilassi di fronte il malato prevede l’isolamento e la denuncia; gli individui che hanno avuto contatti col malato saranno sorvegliati. Importante è pure il controllo dei convalescenti per riconoscere, e bonificare, gli eventuali "portatori". |