Significato del termine medico: difterite.


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Difterite

Malattia infettiva e contagiosa causata da un microrganismo specifico, il "Corynebacterium diphtheriae". Il "C diphtheriae" è un microrganismo bastoncellare Gram-positivo, immobile; presenta nel suo interno dei granuli metacromatici evidenziabili con speciali. E' coltivabile in terreni arricchiti con siero, in cui diffonde una tossina potentissima, responsabile della sintomatologia della difterite. La tossina difterica è una tipica "esotossina" e l'inoculazione nell’uomo, per via intradermica, in piccole dosi determina una reazione locale (arrossamento, infiltrazione, etc), nota col nome di "reazione di Schick": essa compare solo se l’individuo in esame è sprovvisto di anticorpi contro il bacillo difterico, ed è, quindi, suscettibile di contrarre la malattia. La difterite è, come il tetano, una malattia in cui l’azione dannosa viene esercitata dalla tossina prodotta dal germe "in loco". I corinebatteri non si diffondono mai nell’organismo, ma si localizzano in corrispondenza delle mucose dove provocano, spesso in associazione con altri germi, un processo infiammatorio, caratterizzato da iperemia, edema ed essudazione; l’essudato prodotto coagula dando luogo alle tipiche pseudomembrane, che rivestono interamente la zona interessata dal processo.
La tossina riassorbita svolge un’azione dannosa su tutti i tessuti e gli organi. Le lesioni più importanti sono prodotte dalla tossina a carico del fegato, cuore, rene, tessuto nervoso, capsule surrenali.

Sintomatologia

La sintomatologia generale che, pur con caratteristiche di maggiore o minor gravità, domina il quadro della difterite, è la stessa, qualunque sia la localizzazione mucosa del bacillo difterico. In base a tali localizzazioni vengono distinte:
1) "Angina difterica". È la localizzazione più frequente: dopo 3-5 giorni di incubazione compare febbre modesta con modico dolore di gota; le tonsille sono arrossate, Al 2° giorno compaiono le pseudomembrane che si estendono rapidamente a tutte le tonsille, ai pilastri, all’ugola e alla parete posteriore del faringe.

Diagnosi, terapia e prognosi

La diagnosi di difterite deve essere confermata dall’esame batteriologico che si fa con metodi microscopici e colturali. La terapia, oltre il riposo assoluto e prolungato durante la convalescenza, al trattamento dietetico e locale, si basa sull'uso del "siero antidifterico". La profilassi di fronte il malato prevede l’isolamento e la denuncia; gli individui che hanno avuto contatti col malato saranno sorvegliati. Importante è pure il controllo dei convalescenti per riconoscere, e bonificare, gli eventuali "portatori".
La profilassi di massa si vale della "vaccinazione" antidifterica mediante anatossina; in Italia essa è obbligatoria per tutti i bambini nei primi due anni di vita.


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