Significato del termine medico: cuore.


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Il cuore è un organo muscolare cavo, che contraendosi e rilasciandosi ritmicamente assicura, a guisa di pompa, il movimento del sangue nei vasi dell’apparato circolatorio (arterie, capillari, vene). Per brevità indichiamo la sola patologia del cuore umano, con particolare riferimento alle malattie dì maggiore importanza e di più frequente osservazione, considerate nelle loro cause, nei sintomi principali, nel decorso e nei loro aspetti prognostici e terapeutici.

Traumi e ferite del cuore

Benché difeso dalla gabbia toracica e specialmente dallo sterno, che lo protegge a guisa di scudo, il cuore può andare incontro a traumi in genere e a ferite in particolare. Relativamente frequenti sono le contusioni cardiache da cadute sul petto in alcuni sport (sci) e da incidenti del traffico (frequenti, in questo caso, le lesioni per impatto del volante sul torace del guidatore). Le ferite possono essere da arma da fuoco e da taglio.
Nelle fratture e nelle ferite con lesione oltrepassante la parete dei ventricoli la morte non è tanto dovuta al danno del miocardio, quanto al versamento di sangue nel pericardio (emopericardio) che comprime il cuore e ne arresta il movimento. Se le fratture e le ferite sono ampie, la morte è quasi immediata. Ma se sono di piccole dimensioni e l’emorragia nel pericardio è lenta, si può avere una sopravvivenza tale da permettere l'intervento chirurgico, che in molti casi può essere risolutivo.

Cardiopatie congenite

Le cardiopatie congenite consistono in alterazioni del cuore (e dei grandi vasi) che si formano durante lo sviluppo embrionale dell’apparato cardiovascolare, cioè durante la via fetale; esse esistono già al momento della nascita ed è perciò che si chiamano congenite. Molto spesso sono dovute ad un arresto del complicato processo di sviluppo del cuore che, nei primi due mesi di vita fetale, da un semplice tubo, prende la sua forma definitiva tanto complessa.
Sulle cause delle cardiopatie congenite ben poco sappiamo. L’intervento di un fattore ereditario è eccezionale. Più importante sembra essere la presenza di infezioni da virus (come la rosolia) durante la gravidanza.
Le cardiopatie congenite costituiscono circa il 2% di tutte le malattie di cuore, sono quindi relativamente rare, ma non per questo esse sono meno importanti, e ciò per tre motivi: causano i due terzi dei casi di morte per malattia di cuore nei primi cinque anni di vita; quando permettono una più lunga sopravvivenza danno spesso disturbi assai gravi; costituiscono oggi uno dei territori nei quali la moderna chirurgia vanta i suoi più miracolosi successi.
Un disturbo comune ad alcune di esse e assente invece in altre e che costituisce un sintomo così grossolano ed evidente da essere per i profani quasi sinonimo di malattia congenita di cuore, è la "cianosi".
La cianosi può aversi anche senza che vi sia alcuna cardiopatia congenita ma solo in queste essa raggiunge estrema intensità tanto da far dare ai bambini malati l'appellativo oggi ben noto di "bambini blu". Oltre alla cianosi le cardiopatie congenite possono dare affanno, edemi, talora espettorato emorragico; quasi sempre i bambini con cardiopatie congenite hanno uno sviluppo fisico ritardato. Non tutte queste affezioni però danno disturbi al malato: alcune sono cosi benigne da consentire a lungo vita del tutto normale e solo in età inoltrata possono cominciare a dare noia.


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