Significato del termine medico: cervello.


ordine alfabetico termini medicina


Calcolosi

Calcemia

Capillari sanguigni

Carattere

Carcinoma

Cardias

Cardiotonici

Carie dentale

Cataratta

Cecità

Cefalee

Cellula

Cervelletto

Cervello

Chemioterapia

Chirurgia

Cianosi

Cifosi

Cinesiterapia

Circoncisione

Climaterio

Coagulanti

Coagulazione del sangue

Colesterolo

Colica

Coliti

Colpo di calore

Colpo di sole

Coma

Congiuntiviti

Cortisone

Cranio

Cuore

Cute

Cervello

Il cervello dal punto di vista morfologico costituisce lo sviluppo, massimo nei primati e soprattutto nell'Homo sapiens, della vescicola anteriore del tubo neurale, o “telencefalo”. Nell’uomo, soprattutto per l’enorme superficie della corteccia cerebrale, piegata e convoluta in solchi, pieghe e circonvoluzioni, la massa del cervello raggiunge il rapporto ponderale di circa il 2% col resto del corpo, rapporto enormemente superiore a quello di ogni altro animale. Altro dato numerico di notevole interesse generale è il numero delle cellule nervose cerebrali dell’uomo, circa 10 miliardi. Da un punto di vista funzionale il cervello si può concepire come l’organo supremo della elaborazione del movimento (e quindi del comportamento) sulla base non soltanto delle afferenze sensitivo-sensoriali, cioè del rapporto immediato con l’ambiente esterno, ma anche della passata esperienza di vita o di tutta la storia del singolo individuo. Oltre che del comportamento il cervello è quindi l’organo anche della “personalità”, per cui ogni individuo si distingue da ogni altro per una irripetibile fusione di elementi biologici e psichici (esperienza individuale, modo personale di reagire agli avvenimenti esterni). D’altra parte è anche l’organo mediatore fra questa storia, questa esperienza propria del singolo e la vita vegetativa e viscerale: nel cervello infatti, e specialmente nella base cerebrale (ipotalamo), sono rappresentate le funzioni viscerali, integrate con l’esperienza individuale mediante il sottile gioco dei sentimenti e delle emozioni, che vengono comandate e regolate soprattutto a questo livello.
Nell’uomo il cervello è anche la sede dei meccanismi nervosi, per quanto ancora imperfettamente noti, sia del linguaggio che del pensiero: è quindi veramente l’organo, fra quanti ne costituiscono l'anatomia, che lo differenzia nettamente, per struttura e per funzioni, da ogni altro animale.

Metodi di studio del cervello e delle sue funzioni

Lasciando alle figure la descrizione anatomica del cervello umano, riferiamo in sintesi le principali nozioni sulla fisiologia di questo organo.
Localizzazioni cerebrali. Un dibattito famoso fra gli studiosi delle funzioni cerebrali, destinato a risolversi con la vittoria di entrambi, è quello fra i localizzatori a oltranza delle funzioni corticali e coloro i quali considerano la corteccia cerebrale, anzi il cervello, come un tutto unico, che non può funzionare che nel suo insieme (olismo). Entro certi limiti sono vere entrambe le asserzioni, specie se si pensa che quel che noi osserviamo dopo ablazione o distruzione di un centro nervoso non è tanto espressione della abolita funzione di quel che viene a mancare, quanto della funzione residua di ciò che rimane. Tuttavia la convergenza del metodo sperimentale delle ablazioni con quello della stimolazione (per lo più elettrica) dei centri nervosi, porta a sempre nuove precisazioni nella localizzazione delle funzioni cerebrali. La localizzazione va quindi modernamente intesa come legata a punti nodali di cellule o fibre particolarmente interessati nello svolgimento di una data funzione, nel quadro dell’attività generale del cervello. I dati della moderna elettrofisiologia cerebrale (elettroencefalografia) parlano in favore di un’attività di fondo di tutta o di vaste porzioni della corteccia cerebrale e dei centri sottocorticali, attività di fondo la quale peraltro è regolata. in senso stimolante o inibente, da zone circoscritte del sistema nervoso, come la sostanza reticolare del tronco encefalico e del talamo. Attraverso questo controllo centralizzato di un’attività corticale diffusa sono oggi interpretabili i meccanismi degli stati di coscienza, della veglia, del sonno, dell’attenzione concentrata o diffusa (vigilanza). Su questo fondo di attività diffusa più o meno intensa si svolgono le funzioni specifiche delle aree specializzate della corteccia, in sincronismo con i centri sottocorticali, e con reciproche coordinazioni fra attività di fondo e funzioni specializzate. Olismo e localizzazione cerebrale non sono quindi concetti antitetici, ma complementari.
Funzioni sensitive. Al talamo è deputata una parte più importante nella elaborazione delle forme più grossolane della sensibilità, aventi maggiore importanza biologica: il dolore, il caldo, il freddo, i contatti grossolani, che formano nel loro insieme la sensibilità protopatica. Per lesione del talamo (rammollimenti, tumori, etc) si hanno disturbi sensitivi protopatici, spesso con dolori spontanei, iperestesia cutanea, disturbi trofici (emano talamica) e vasomotori.
La corteccia sensitiva occupa, come s’è visto, la circonvoluzione parietale ascendente, compresa la parte profonda che guarda verso il "solco di Rolando", e con sconfinamenti sulla parte limitrofa della circonvoluzione frontale ascendente. Le sensazioni tattili vengono localizzate sulla parietale ascendente in ordine di successione anatomica: dal basso in alto si susseguono le rappresentazioni della bocca, della lingua (e del gusto); della faccia, collo, arti superiori, mani, tronco, arti inferiori, regione anale e genitali. Ogni parte viene rappresentata sulla parietale ascendente del lato opposto, non in proporzione della corrispondente superficie cutanea, ma della importanza delle rispettive sensazioni per la vita di relazione: è quindi massima per la lingua, le labbra, le mani, le palpebre, gli occhi, i piedi, e minima per il tronco, le spalle, le anche.
In caso di lesione duratura limitata alla parietale ascendente si ha dapprima una anestesia tattile e profonda della metà opposta del corpo, che poi si attenua col passare del tempo, lasciando una ipoestesia che si manifesta soprattutto a carico della sensibilità epicritica, e cioè come disturbo delle seguenti funzioni:
a) localizzazione precisa di stimoli puntiformi sulla superficie cutanea;
b) discriminazione di punti vicini (valutabile mediante il "compasso di Weber");
c) riconoscimento di figure e simboli tracciati sulla cute;
d) discriminazioni delle qualità tattili (liscio, ruvido, secco, umido, tiepido, fresco, viscido, etc);
e) sensibilità vibratoria (pallestesia) superficiale e profonda;
f) valutazione del grado di pressione esercitato sulla pelle e sui piani profondi;
g) apprezzamento dei pesi;
h) riconoscimento delle posizioni e movimenti dei segmenti corporei, nonché, nei movimenti
volontari, dello sforzo innervativo;
i) come sintesi di tutto quanto sopra, il riconoscimento tattile degli oggetti (stereognosi).
Se le lesioni si estendono indietro, verso le circonvoluzioni parietali posteriori, la sintomatologia ne acquista un aspetto sempre più complesso e integrato con la disfunzione delle confinanti aree di proiezione visiva e acustica. Ne risulta un carattere sempre più conoscitivo e pertanto psichico del disturbo, che arriva fino alle agnosie tattili, ossia al mancato riconoscimento degli oggetti, e alle asimbolie, ossia incapacità di nominare gli oggetti, pur riconoscendone le proprietà e gli usi.
Ne possiamo dedurre che mentre le sensazioni elementari, anche se complesse, risultano localizzate, la percezione tattile degli oggetti, alla quale partecipano anche sensazioni visive, acustiche, etc, nonché le tracce mnemoniche di precedenti esperienze, è molto meno localizzabile, e tende a confondersi con le aree di associazione delle altre forme di sensibilità.

Funzioni psichiche del cervello

L'area associativa posteriore (parieto-temporo-occipitale) elabora l'esperienza attuale proveniente dal bombardamento sensitivo-sensoriale risultante dalle stimolazioni provenienti dall'esterno, nonché da quello interno proprio dell'organismo.

Disturbi circolatori dell'encefalo

Le arterie cerebrali sono arterie "terminali" (cioè il territorio irrorato da ciascuna di esse non riceve sangue da altre arterie) e quindi la loro ostruzione da origine ad un quadro clinico che dipende dalla perdita di funzione delle parti del cervello irrorate da quel vaso.

Aneurisma intracranico

E' una dilatazione localizzata di un'arteria intracranica.

Arteriosclerosi cerebrale

Provoca alterazioni vascolari molteplici: degenerazione primaria dell'intima, degenerazione secondaria ad ipertensione arteriosa, endoarterite, tromboangioite obliterante, poliarterite nodosa. I sintomi possono essere molteplici.


Medicina-Farmaci.com © 2007 - Enciclopedia medica con ternimi in ordine alfabetico e relativi farmaci e cure - Design by Internet Italiano - Sitemap