Significato del termine medico: cervelletto.


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Cervelletto

E una formazione impari e mediana, situata nella fossa cranica posteriore. Comprende due lobi laterali, gli emisferi cerebellari, e, fra essi, un lobo mediano che li unisce, il "verme". È composto dalle due sostanze fondamentali del sistema nervoso: la sostanza grigia di cui sono costituiti i nuclei ("oliva cerebellare", o nucleo dentato, e "nucleo del tetto") e tutta la corteccia che ha un aspetto finemente lamellare; la sostanza "bianca" che è la sostanza interna ed è costituita da fibre mieliniche aventi la funzione di collegare la corteccia e i nuclei grigi con l’asse cerebro-spinale. Questo collegamento, d’importanza fondamentale perché permette al cervelletto di esercitare la sua azione sul resto del sistema nervoso, avviene attraverso i "peduncoli cerebellari", rispettivamente superiori, medi e inferiori.

Fisiologia e fisiopalologia

Il cervelletto regola la coordinazione e la sinergia degli atti motori, controllando la simultaneità o l’esatta successione dei movimenti semplici che compongono un atto volontario complesso, dosando l’innervazione necessaria e regolando perciò il tono dei vari gruppi di muscoli, sia agonisti che antagonisti. Nella stazione eretta mantiene il centro di gravità e nella marcia controlla la direttiva, impedendo le deviazioni. Secondo Luciani il cervelletto coadiuva il grande sistema cerebro-spinale, esercitando tre funzioni:
a) tonica, cioè di rinforzo della tensione dei muscoli allo stato di riposo, onde la sua mancanza provoca ipotonia;
b) stenica, cioè di aumento della energia nell’esecuzione dei movimenti, onde la sua mancanza provoca astenia, non una vera paralisi;
c) statica, cioè di accelerazione e di fusione dei movimenti elementari che compongono un atto complesso e che risultano così adeguatamente simultanei oppure disposti in ordinata successione: la sua perdita si manifesta con l'astasia, l’asinergia, il tremore e la dismetria.
La somma di questi deficit, in proporzione mutevole, costituisce l'atassia cerebellare, i cui principali elementi sorto rappresentati dai disturbi della stazione eretta e dell’andatura. In stazione eretta il malato oscilla sia lateralmente che in direzione anteroposteriore, spesso fino a cadere. Per evitare la caduta laterale il soggetto divarica istintivamente le gambe per allargare la base d’appoggio. Nella marcia, sempre per evitare di cadere, il paziente è costretto a compiere movimenti di compenso simili a quelli di un ubriaco (andatura da ebbro). Nell'’esecuzione di movimenti attivi degli arti, l’ampiezza dei movimenti stessi è esagerata: la mano o il piede sorpassano il punto da raggiungere (dismetria o ipermetria). Talvolta si ha un brusco arresto del movimento a pochi centimetri dalla meta, seguito da una ripresa con ampie oscillazioni (braditeleocinesi). Nella esecuzione di un movimento intenzionale, diretto cioè ad uno scopo preciso, può insorgere un tremore, le cui scosse diventano più ampie nella fase finale del movimento stesso (tremore intenzionale o atassico). Se si fanno compiere movimenti successivi ed antagonisti (per esempio, pronazione e supinazione delle mani) si osserva che il lato malato “perde il tempo” rispetto a quello sano, verosimilmente per difetto nell’intervento dei muscoli antagonisti (adiadococinesi). L’asinergia consiste nella perdita della capacità di associare e coordinare in modo adeguato la contrazione dei vari gruppi muscolari che entrano in azione per l'esecuzione di un movimento complesso. E' uno dei principali elemnti che rendono difettosi i movimenti e la marcia del malato cerebellare: è strettamente collegata all'ipotonia. Linguaggio e struttura sono alterati per cause asinergiche e dismetriche.

Malattie del cervelletto

I tumori rappresentano circa un quarto di tutti i tumori endocranici. Sono di varia struttura e, se primitivi, insorgono con particolare frequenza nell'età infantile o giovanile. Per la particolare sede dell’organo colpito, provocano, insieme colla sintomatologia locale, una grave sindrome d’ipertensione endocranica. I sintomi di sede si manifestano in misura e combinazioni svariatissime e si accompagnano spesso a segni denotanti l'interessamento di alcuni nervi cranici ed eventualmente anche del tronco encefalico. I disturbi circolatori sono piuttosto rari, sia che si tratti di rammollimenti, sia di emorragie; queste ultime sono difficilmente compatibili con la vita. Gli "ascessi", relativamente frequenti, sono quasi sempre conseguenza di un processo suppurativo cronico dell'orecchio medio. Le affezioni tossiche o infettive (cerebelliti), non sono rare ed hanno generalmente insorgenza acuta. Le atrofie cerebellari colpiscono sia il cervelletto, sia altre formazioni con esse collegate.


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