Significato del termine medico: cefalee.


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Cefalee

Uno dei più frequenti disturbi di cui si lamenta l’essere umano è la "cefalea". Rari sono gli individui che per un qualche motivo non abbiano fatto esperienza del dolore di testa. Nessuna altra manifestazione dolorosa riconosce tanta varietà di motivi e di meccanismi come la cefalea; da eventi banali e occasionali come un disordine dietetico, un raffreddore, un episodio febbrile, a motivi misteriosi come l’emicrania, a cause infine di significato severissimo come le cefalee da flogosi delle meningi o da processi espansivi endocranici, cistici, aneurismatici o tumorali.
Per la comprensione dei meccanismo e del significato della cefalea è utile innanzitutto far presente che nella testa esistono strutture che possono dolere e strutture invece che non hanno questa facoltà. Come avviene per altri visceri, quali il polmone, la milza, etc, hanno facoltà di dolere quelle strutture che involgono e proteggono l’encefalo, e cioè cute, cranio, meningi. Anche l’apparato circolatorio, destinato alla nutrizione di questi tessuti, è straordinariamente sensibile. Queste parti della testa sono ampiamente provviste di terminazioni nervose sensitive e pertanto quando intervengono stimoli nocivi sono sede di dolore. Nel capo esistono anche speciali apparati come quello della vista e dell’udito, le cui strutture sono sensibilissime e possono essere quindi fonte di dolore. L’encefalo invece è praticamente sprovvisto di apparato neurosensitivo, e pertanto può ricevere offese anche distruttive senza che venga avvertito dolore. Tra le sensibili strutture cefaliche di protezione, capaci di dolere e l’encefalo insensibile, esiste un particolare sistema fluido, apparentemente identico all’acqua, che ha compiti essenzialmente di protezione meccanica, di cuscinetto, ma è devoluto anche ad importanti scambi nutritivi. Disordini della produzione e del riassorbimento di questo "liquido cefalo-rachidiano", producendo ipertensione o ipotensione endocranica, possono concorrere a produrre cefalee.
I recettori del dolore del capo, come del resto la maggior parte di quelli di altri distretti dell’organismo, sono sensibili a stimoli meccanici (compressione, trazione, torsione, etc), fisici (calore) e chimici. Di questi ultimi particolarmente importanti sono quelli endogeni, rappresentati da sostanze che si formano nell’organismo per motivi tossici, infettivi o circolatori.

Cefalee mediche

Mentre alcune cefalee dipendenti da motivi organici, da importanti disfunzioni endocrine, da cause grossolanamente tossiche o infettive, sono di stretta pertinenza specialistica, neurochirurgica, oculistica, ginecologica, otorinolaringoiatrica, la maggior parte delle cefalee non hanno motivi bene afferrabili, sono quindi apparentemente primitive.
Tra le varie classificazioni proposte le più note sono quelle degli autori americani e italiani. Allo scopo di sintetizzare l’idea sul pensiero medico attuale, le cefalee mediche possono essere suddivise secondo il seguente schema, ricavato da una semplificazione delle casistiche più autorevoli:
1) cefalee vascolari;
2) cefalee flogistiche iperergiche;
3) cefalee psiconervose.


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