Significato del termine medico: carie dentale.


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Carie dentale

La carie dentale è la malattia più diffusa dei denti. Le cause della carie, dopo oltre un secolo di studi e di ricerche, non sono ancora interamente chiarite.
Sono state formulate varie teorie per spiegare la genesi della carie. Le più recenti concordano nell’ammettere, nel determinismo di questa malattia, l’intervento di fattori generali organici che alterano la resistenza locale dei tessuti duri del dente permettendo l’azione lesiva di fattori locali chimico-enzimatici-batterici.

Stati della carie

La carie dentale si distingue in quattro gradi: 1° grado: la carie inizia sullo smalto con una macchiolina opaca, difficile a distinguersi, che poi diventa nera e si approfonda distruggendo lo smalto; essa è indolore per cui il più delle volte passa inosservata. Per tale ragione nella profilassi della carie si rende necessario l’esame periodico della bocca da parte dello stomatologo per sorprendere la carie iniziale. Lasciata a sé la carie di 1° grado si approfonda nella dentina e la distrugge progressivamente, divenendo così carie di 2° grado. In questo periodo cominciano i primi dolori, provocati da agenti esterni (freddo e calore) che attraverso la breccia arrivano a stimolare la polpa. Se non interviene una adatta cura, la carie si approfonda ulteriormente interessando la polpa dentale, cioè la parte viva del dente: si ha in tal caso la carie di 3° grado, caratterizzata dalla pulpite. Questa, a seconda della virulenza dei germi, può avere carattere acuto, con dolori intensi, che insorgono spontaneamente e vengono accentuati da stimoli esterni (calore, freddo, pressioni masticatorie). Il "dolore" della carie ha il particolare carattere di non poter essere esattamente localizzato dal paziente, che sente il dolore ma non sa dire qual è il dente che duole, a differenza del dolore periondotifico, che è perfettamente localizzato. La pulpite acuta, se non curata, passa di solito alla forma cronica. Quando poi la polpa è morta, cessa ogni dolore, ma il tessuto morto può essere invaso da germi saprofiti della putrefazione, e si stabilisce allora la carie di 4° grado, o gangrena della polpa, col caratteristico odore della putrefazione. Questo tessuto pulpale cancrenoso, non più riconoscibile nella sua struttura istologica, è ricco di germi, che facilmente possono oltrepassare il forame apicale e invadere l’organismo, dando manifestazioni gravi. In seguito alla pulpite possono stabilirsi nel paradenzio la “periodontite acuta” e "cronica", il "granuloma apicale cronico aspecifico", la "cisti paradentale".


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