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CalcolosiCondizione patologica in cui nelle vie escretrici di certi escreti o secreti si formano concrezioni solide (calcoli) dovute alla precipitazione di sostanze contenute in quei fluidi. A seconda della sede si distinguono diverse forme: calcolosi biliare (colelitiasi), calcolosi renale (nefrolitiasi e urolitiasi), calcolosi salivare (scialotitiasi), etc. Per quanto non sia possibile ridurre ad una sola causa le varie calcolosi, si può ammettere che alla base di tutte vi sia una tendenza costituzionale alla instabilità dei soluti e dei colloidi contenuti negli escreti e nei secreti; per la calcolosi renale, inoltre, sembra determinante l’occorrenza di un’infezione dell’urina. Alcune forme di calcolosi, specie renali, dipendono dall’eccessiva eliminazione di determinati composti per difetti metabolici od altre cause generali (calcoli renali di cistina nella cistinosi, per es.). La composizione dei calcoli varia secondo l’apparato in cui si formano e secondo le cause e le condizioni che ne provocano la formazione e l’accrescimento; così i calcoli biliari possono essere costituiti da colesterolo, da pigmenti o da sali biliari, quelli renali da urati, da ossalati o da fosfati, etc. I calcoli irritano gli organi in cui sono contenuti e ne provocano tentativi di espulsione, producendo stati dolorosi anche violenti (coliche); il loro volume, inoltre, può essere tale da ostruire le vie escretrici in cui rimangono impegnati con ristagno a monte del secreto e sofferenza dell’organo relativo; la presenza dei calcoli, da ultimo, favorisce l’infezione dell’apparato colpito. |