Significato del termine medico: botulismo.


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Botulismo

Grave intossicazione causata da ingestione di alimenti contaminati con la tossina di "Clostridium botulinum", bacillo sporigeno anaerobio, gram-positivo. Le spore di Clostridium botulinum sono particolarmente resistenti al calore: per ucciderle mediante ebollizione (100° C) occorrono 5-6 ore.
La tossina botulinica è il veleno pio potente che si conosca: si calcola che un decimillesimo di milligrammo di tossina purificata sia sufficiente per uccidere un uomo.
La tossina viene distrutta in mezz’ora dalla temperatura di 80° C, e resiste all’azione degli acidi, per cui non viene inattivata dai succhi gastrici: è l’unica tossina batterica che possa essere assorbita dal tubo digerente dell’uomo.
Il botulismo è un esempio tipico di "intossicazione alimentare". I cibi che più frequentemente sono fonte dell’intossicazione botulinica sono ovviamente quelli conservati: in Europa le salsicce, il prosciutto, le carni in scatola, i pesci salati; in America, le conserve vegetali. Tuttavia, in linea di massima, qualsiasi cibo che offra le condizioni di anaerobiosi favorevoli allo sviluppo del microrganismo responsabile può essere all’origine dell’intossicazione, ed è da tenere presente il fatto che le alterazioni organolettiche degli alimenti inquinati sono incostanti e in genere molto modeste: un odore e sapore lievemente rancido delle carni e la presenza di gas nelle scatole che talora ne provoca il rigonfiamento. Dopo un periodo di latenza variabile dalle 12 alle 48 ore compaiono, ma non costantemente, sintomi gastroenterici non specifici, come nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, seguiti a distanza più o meno breve dai più caratteristici sintomi nervosi e secretori del botulismo. Dei sintomi "nervosi" sono precoci e costanti le paralisi a carico dei muscoli motori dell’occhio, che si manifestano con strabismo divergente, diplopia, disturbi dell’accomodazione, ptosi palpebrale, rigidità pupillare, etc.
La coscienza è conservata fino all’ultimo; nei casi mortali l’exitus, che interviene dopo 1-3 giorni, è dovuto a lesioni bulbari col quadro della paralisi respiratoria e del collasso circolatorio.
La terapia si basa sulla somministrazione, più precoce possibile, di sieri antitossici e di anatossina. Se l'osservazione è precoce, è consigliabile la lavanda gastrica.



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