Significato del termine medico: barbiturici.


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Barbiturici

Sotto il nome di barbiturici è raggruppata una importante classe di farmaci derivati dalla molecola dell'acido barbiturico.
Caratteristica comune a queste sostanze è la depressione del sistema nervoso centrale, sfruttata in numerose ed importanti applicazioni in terapia umana. Le applicazioni principali sono tre: come ipnotici e sedativi, come anticonvulsivanti e antiepilettici e come anestetici generali.
Come ipnotici alcuni barbiturici, tipo il barbital, l'allobarbital, l'amobarbital, hanno un’azione pronta, intensa e costante. Sono indicati nei casi di insonnia nervosa, da surmenage o da intossicazioni con eccitanti. Il barbiturico più usato nell’epilessia è il fenobarbital. Esso trova impiego anche in altre sindromi convulsive (corea, tetania) e, associato ad altri farmaci, nella ipertensione arteriosa, nell’angina pectoris, nell’emicrania.

Chirurgia

In chirurgia i barbiturici sono di solito adoperati per ottenere una anestesia generale breve e profonda. I derivati usati a questo scopo sono l’esobarbital e i derivati solforati (tiobarbiturici) come il tiopental. Ingenti in alte dosi i barbiturici provocano, dopo un transitorio stato di eccitazione, un sonno sempre più profondo, che si trasforma in coma. In genere la morte sopravviene dopo due o tre giorni di stato comatoso più o meno grave.

Terapie

La terapia consiste soprattutto nella generosa somministrazione di farmaci eccitanti (picrotossina, cardiazol, stricnina). I barbiturici possono dar luogo anche ad una forma cronica di intossicazione. In alcuni soggetti può insorgere una inclinazione morbosa verso il farmaco, che può presentarsi sotto forma di una “tossicomania barbiturica” sotto molti aspetti assimilabile a quella da morfina o da cocaina.


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