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ArteriosclerosiIl termine di arteriosclerosi significa letteralmente "indurimento delle arterie" e viene correntemente usato per indicare varie lesioni anatomiche prodotte da agenti diversi. Si definisce l’arteriosclerosi come una malattia cronica progressiva delle arterie, che si manifesta con depositi di prodotti abnormi del ricambio con proliferazione e fenomeni di disfacimento della parete arteriosa e che porta ad estesa deformazione della parete vasale. Anatomia patologiaAttualmente l’arteriosclerosi non va più intesa come prototipo di un particolare quadro morboso ma solo come un particolare aspetto di una affezione a limiti più ampi che va sotto il nome di arteriopatia degenerativa. Si possono distinguere, piuttosto schematicamente, due differenti quadri morbosi nell’ambito dell’arteriopatia degenerativa intesa come entità patologica fondamentale: cioè l’aterosclerosi e l’arteriosclerosi propriamente detta, L'aterosclerosi è la forma più comune. Essa si localizza preferibilmente a livello delle grosse arterie (aorta) e i fenomeni degenerativi prevalgono almeno nelle forme tipiche su quelli fibrotici iperplastici. E' caratterizzata dalla presenza sulla superficie dell’arteria colpita di placche rilevate, grigiastre o giallastre, dure per deposito di sali di calcio, che si rompono con facilità dando esito a un materiale granuloso e poltaceo di colore giallastro (poltiglia ateroclerotica). Terapiaha avuto in pochi anni uno sviluppo, solo qualche anno fa impensabile, dall’applicazione di nuove tecniche chirurgiche, quali ad esempio i trapianti arteriosi, rese possibili dal riconoscimento di una delle caratteristiche fondamentali di questa malattia, e cioè che l’arteriopatia degenerativa può essere estesa ma arteriosclerosi e ateriosclerosi sono essenzialmente lesioni focali localizzate e quindi passibili di terapia chirurgica, che nella maggior parte dei casi può essere risolutiva. |