Significato del termine medico: arterie.


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Si definiscono con questo termine i vasi che trasportano il sangue in direzione centrifuga dal cuore a tutto l’organismo. In questa sede, tuttavia, verranno presi in considerazione i principali aspetti della patologia, tralasciando l'anatomia e la fisiologia che, nel nostro caso, sono meno interessanti.

Patologie vascolari

La patologia vascolare ha registrato negli ultimi decenni notevoli progressi, sia per quanto riguarda le acquisizioni teoriche, che per le possibilità terapeutiche.
Attualmente le malattie delle arterie vengono vantaggiosamente distinte in funzionali ed organiche.
Con il termine di malattie arteriose funzionali, si intende una serie di disturbi legati a lesioni delle formazioni nervose che normalmente regolano la motilità delle arterie e delle arteriole.
Il gruppo di malattie vascolari più frequenti è indubbiamente quello legato a lesioni arteriose organiche, soprattutto acquisite.
Tra esse il gruppo più numeroso ed importante è quello delle arteriopatie arteriosclerotiche, che rappresentano circa il 90% di tutte le malattie vascolari. Anche le infezioni batteriche possono colpire le arterie; si tratta sempre però di lesioni poco comuni. Attualmente viene considerato raro (1-2% di tutte le arteriopatie organiche, secondo alcune statistiche) anche il cosiddetto "Morbo di Buerger", a cui alcuni anni orsono si dava un posto addirittura preminente nella patologia vascolare. I disturbi che possono essere determinati da una malattia delle arterie sono essenzialmente legati alla diminuzione del calibro di queste ed in definitiva al diminuito apporto di ossigeno e di sostanze nutritizie ai tessuti. Il tipo dei disturbi ovviamente varierà di intensità e di grado a seconda del tipo di tessuto che viene a risentire maggiormente della diminuzione dell’apporto ematico e a seconda dell’efficienza del circolo collaterale che si istituisce, atto a portare il sangue da monte a valle del tratto ostruito.

Arteriti

I processi flogistici che colpiscono le arterie prendono il nome di arteriti. Le arteriti si dividono in acute e croniche. Le acute possono essere secondarie a fatturi traumatici, chimici, allergici, batterici e virali. La conseguenza più immediata e più frequente di un’arterite acuta da piogeni è la trombosi che si instaura rapidamente e che dà luogo a disturbi secondari dipendenti dal territorio irrorato dall’arteria lesa. Nei casi di malattie infettive la localizzazione dei germi nella parete arteriosa provoca delle conseguenze analoghe a quelle precedentemente descritte ed in più può presentarsi la possibilità che, a causa della diminuzione di resistenza della parete arteriosa, si abbia la formazione di un “aneurisma”. In caso di malattie infettive le dilatazione aneurismatiche possono essere multiple (aneurismi micotici). Altra complicanza può essere rappresentata dalla rottura della parete e da emorragie.

Tumori delle arterie

Sono dei processi neoplastici caratterizzati da un’evoluzione verso la formazione di strutture vasali, più o meno differenziate. Le neoplasie con caratteristiche di maggior differenziazione rientrano nel gruppo degli "emangiomi", quelle a struttura maggiormente indifferenziata nel gruppo degli “angiosarcomi”.

Chirurgia

In questi ultimi anni il progresso della chirurgia vascolare è stato uno dei fenomeni più appariscenti nell’ambito della medicina. Oggi è possibile attuare interventi chirurgici che solo fino a pochi anni orsono erano ritenuti impossibili.
Dai primi tentativi sperimentali, eseguiti circa cinquanta anni fa sugli animali, si giunse alle prime apprezzabili applicazioni sull’uomo solo alcuni anni or sono usando però, come materiale di protesi, solo arterie prelevate da altri uomini. Per la ovvia impossibilità di organizzare una banca delle arterie simile alle banche del sangue, l’attenzione degli studiosi si rivolse allo studio di un metodo di conservazione e di sterilizzazione di arterie sane prelevate da individui deceduti per cause accidentali. I risultati di questi tentativi furono talmente incoraggianti, che la tecnica dei trapianti di arterie malate si venne diffondendo rapidamente.
L’esperienza, però, dimostrò successivamente che anche tale trapianto aveva i suoi limiti, in quanto le arterie prelevate da individui morti per cause accidentali andavano incontro facilmente, dopo un certo tempo dall’impianto nell’organismo ospite, a malattie di varia natura. A volte si verificavano delle infezioni, a volte delle rotture del trapianto; molto spesso l’insuccesso a distanza era dovuto alla stessa malattia primitiva che si manifestava precocemente anche sul segmento trapiantato. Questi inconvenienti hanno indotto i chirurghi alla ricerca di un nuovo tipo di protesi arteriosa. Tali ricerche eseguite soprattutto negli ambienti chirurgici degli Stati Uniti, in collaborazione con grossi complessi industriali come ad esempio la Dupont, hanno portato all’impiego di vari tessuti costituiti da fibre sintetiche come il nylon, il dacron ed il teflon. Oggi i materiali che hanno resistito alla critica dell’esperimento e dell’impiego clinico sono il dacron ed il teflon; essi sembrano rispondere ottimamente alle necessità richieste da questo tipo di chirurgia ed hanno contribuito in maniera assolutamente determinante allo sviluppo detta terapia chirurgica delle malattie arteriose.
Altro elemento importante ai fini dello sviluppo della terapia chirurgica dette malattie arteriose è stato il progresso ed il perfezionamento di tecniche diagnostiche radiologiche e cliniche, atte a definire, il più esattamente possibile il grado, l’estensione, la natura ed in ultima analisi l’operabilità della malattia vascolare. Tra queste tecniche giova ricordare l'angiografia.


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