Significato del termine medico: anemia.


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Anemia

Il termine anemia, significa riduzione, rispetto alla norma, della quantità di globuli rossi circolanti, ossia della parte corpuscolata del sangue che è deputata al trasporto di ossigeno per gli scambi respiratori dei tessuti a mezzo dell'emoglobina, costituente principale dei globuli rossi.
In pratica s’intende per anemia la riduzione al di sotto dei valori minimi normali del numero dei globuli rossi per mm3, oppure del tasso di emoglobina per 100 cm3 di sangue o di entrambi, oltre che del valore ematocrito.
L’anemia, più che una malattia in sé, è un sintomo che può essere espressione di malattie diverse e può essere determinata da cause varie, pure se i meccanismi sono riconducibili fondamentalmente o ad una alterata produzione di globuli rossi per deficienza di materiali costruttivi, oppure ad una diminuita produzione per lesione o riduzione funzionale della matrice midollare; o infine è dovuta ad una eccessiva perdita dei globuli russi prodotti, per aumentata distruzione di essi o per una patologica perdita.

Sintomi e diagnostica

Sintomatologia generale e diagnostica. La sintomatologia subiettiva delle anemie dipende molto dal carattere acuto o cronico di esse, potendosi verificare nelle forme ad inizio subdolo un adattamento graduale alla ridotta capacità di trasporto di ossigeno del sangue, mentre nelle forme ad inizio brusco i disturbi sono più sensibili.
Il paziente lamenta astenia, facile esauribilità, agitazione o sonnolenza, diminuita possibilità di concentrazione, sensazione di "testa vuota", cefalea, fenomeni dispeptici, vertigini, lipotimie, movimento febbrile, dispnea da sforzo e tachicardia che spesso lo fanno ritenere un cardiopatico, pallore, a volte bruciori alla lingua.
All’esame clinico il pallore è il segno più evidente, prima limitato alle mucose ed alle unghie, poi diffuso, con possibili sfumature verso l’alabastrino come nella clorosi, il giallognolo come nell’anemia perniciosa, a volte francamente itterico come nelle anemie emolitiche; la pelle può essere aggrinzita, anelastica oppure lievemente succulenta; vi possono essere alterazioni delle unghie, come nell’anemia ipocromica essenziale in cui diventano concave, fragili, opache; anche i capelli possono essere più radi, opachi e cadere facilmente. Si osserva poi tachicardia, aumento della pulsatilità arteriosa, della velocità di circolo, della pressione differenziale, con ingrandimento del cuore e comparsa di soffi anorganici (più costantemente di soffio sistolico alla punta), rumore di trottola alle giugulari. In caso di anemia perniciosa e di anemia ipocromica essenziale la lingua può essere arrossata e liscia (glossopatia atroflica); possono infine essere presenti alterazioni neurologiche, specialmente della sensibilità.

Anemia per carenza

Anemie da carenza. Sono legate alla deficienza di fattori essenziali per una normale eritropoiesi e caratteristicamente guariscono quando si corregge la carenza che può essere unica o multipla. Tali fattori sono rappresentati da:
a) proteine, tra cui sono necessarie sostanzialmente quelle della carne, del fegato e delle uova (una carenza proteica pura è raramente causa di anemia grave);
b) ferro, contenuto nella carne, nel pesce, nel fegato, nelle uova, nei cereali scuri, etc;
c) rame;
d) cobalto, vitamine, specialmente quelle del gruppo B ed in particolare la B12 e l’acido folico di cui sono ricchi la carne, il fegato, le uova, il latte, i cereali, il pane integrale e quello di segala, il riso non brillato.
1) Anemia da carenza di ferro. Può manifestarsi in soggetti di tutte le età, con netta prevalenza per il sesso femminile in quella post-puberale, principalmente a causa delle perdite a volte notevoli con le mestruazioni, con la gravidanza e con l’allattamento che possono incidere notevolmente sul patrimonio di ferro della donna nel caso che le scorte siano scarse e l’apporto alimentare inadeguato.
2) Anemia da carenza di vitamine. (B12, acido folico, C).
Tra le forme dovute a carenza di vitamina B12 la più importante è l’anemia perniciosa criptogenetica di Addison-Biermer. Il termine "perniciosa", un tempo indicativo del carattere progressivamente fatale, viene ancor oggi usato anche se le attuali possibilità terapeutiche hanno trasformato una malattia costantemente mortale in una costantemente curabile pure se cronica.

Mancanza di produzione

Anemie arigenerative. Sono dovute ad una mancata produzione di globuli rossi da parte del midollo per riduzione quantitativa della matrice eritropoietica ("anemie aplastiche") o soltanto per una sua insufficienza funzionale che è diversa da quella delle forme da carenza perché non è corretta, come questa, dalla somministrazione dei fattori antianemici noti. Si può trattare cioè di un vero e proprio difetto anatomico oppure di una inibizione funzionale, l’uno e l’altra per cause ignote o per cause note, queste di natura biologica (processi infettivi cronici, malattie renali croniche con insufficienza ed iperazotemia, iperattività della milza o ipersplenismo), chimica (benzolo e suoi composti e derivati, arsenico, sostanze antimitotiche) o fisica (radiazioni ionizzanti). In alcuni casi la lesione è congenita, spesso ereditaria e può associarsi ad altre anomalie costituzionali.
La terapia è per lo più inefficace, spesso soltanto sintomatica con trasfusioni. La splenectomia è risolutiva il più delle volte nell’ipersplenismo ed in qualche caso di aplasia. Le forme secondarie si giovano dell’allontanamento del fattore causale, se possibile.

Sottrazione dei globuli

Anemie da eccessiva sottrazione dl globuli rossi. Si verificano quando le perdite di globuli rossi superano le capacità di compenso midollare e sono dovute ad emorragie, acute e croniche, ed a processi iperemolitici.
1) Anemie postemorragiche. Le perdite cromiche di sangue per emorroidi, ulcere gastroduodenali, menorrea, lesioni neoplastiche dell’apparato digerente e di quello urinario o per altra causa, portano ad un graduale impoverimento di ferro dell’organismo e quindi ad anemie di tipo carenziale che si instaurano lentamente e sono abbastanza tollerate anche se gravi. In tali casi la somministrazione di ferro è curativa dell’anemia specialmente se è possibile rimuovere la causa della perdita di sangue.
Le perdite acute di sangue, quali si verificano nelle gravi emorragie esterne ed interne, da cause traumatiche o d’altro genere, portano invece a manifestazioni anemiche acute con sintomi circolatori imponenti: tachicardia, vertigini, sudorazione, pallore, raffreddamento delle estremità, lipotimie, ipotensione, perfino collasso e morte. I provvedimenti terapeutici pertanto mirano a risolvere lo stato di shock con trasfusioni di sangue e somministrazione di liquidi ed a riparare le perdite di ferro, oltre che a cercare di impedire il ripetersi della emorragia.
2) Anemie iperemolitiche. Sono dovute ad eccessiva distruzione di globuli rossi, di grado tale che non possa essere riparata dall’iperattività midollare come si verifica invece negli stati iperemolitici compensati che vengono detti malattie emolitiche, senza anemia. Possono essere costituzionali o acquisite.


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